La Parola di oggi e la riflessione

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del giorno accompagnato da una riflessione, insieme all’antifona e al Salmo corrispondente. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne la riflessione e scaricare tutto in formato PDF.

Mercoledì 27 maggio 2026

8a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Prima Lettera di Pietro 1,18-25; Salmo 147,12-15.19-20; Vangelo di Marco 10,32-45

Salmo 147,12-15.19-20

Celebra il Signore, Gerusalemme.

12 Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
13
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

14 Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
15
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

19 Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
20
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

Vangelo di Marco 10,32-45

In quel tempo, 32 mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: 33 «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, 34 lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
35
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?» 37 Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
38
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?» 39 Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. 42 Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. 43 Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, 44 e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. 45 Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Sempre quella

Quando la mente deve scegliere cosa comprare, secondo quale processo sceglie? Quando al mattino deve decidere quale vestito indossare, lo fa calcolando la temperatura esterna? Quando decide di acquistare un’automobile, la mente a cosa pensa?
Quando deve scegliere, la mente segue unicamente i processi determinati dall’invidia. Satana, il principe perdente di questo mondo, ci ha incatenato la mente a un solo processo mentale: l’invidia. Anche per lui è l’unico processo mentale possibile. Le Sacre Scritture affermano che, per la sua invidia, la morte è entrata nel mondo (Sapienza 2,24).
L’invidia è il sistema primo e impeccabile per programmare i nostri pensieri, per riorganizzare i nostri pregiudizi, per rinfoltire la maldicenza e la calunnia, per pensare male di Dio e della sua giustizia e provvidenza. È l’invidia che ci fa pensare male di Dio, degli altri, di noi stessi, nutrendo in questo modo la non-fede in Dio, il conflitto con gli altri, la sfiducia in noi stessi. L’invidia ci fa vivere la vita come in un film, dove tutto quello che ci capita ha senso se in qualche modo placa la nostra invidia, altrimenti viene rigettato come ingiusto, sconveniente, fastidioso, illogico. È sotto l’influsso dell’invidia che la mente si accende immancabilmente per maledire per ciò che le viene portato via, ma non si attiva altrettanto per ringraziare per ciò che rimane.
L’invidia ha una figlia, la vanità, e il loro cordone ombelicale è satanicamente perfetto e indistruttibile. Più l’invidia ci fa sentire inferiori e trattati ingiustamente dalla vita, più la vanità ci soccorre con il culto dell’immagine, del successo, del potere.
Gesù propone un potente antidoto all’invidia: desiderare di diventare primi nel servizio ai fratelli, nell’amore attraverso l’umiltà. Umiltà è riconoscere con gratitudine e festa la provenienza divina di tutte le cose, è riconoscere sempre e ovunque che tutto ciò che abbiamo proviene dalle mani di Dio e possiamo metterlo a servizio degli altri gratuitamente.

Il brano Loda il Signore Gerusalemme in versione discografica è contenuto nell’opera:
Chaire Yeshua 1
di Paolo Spoladore
La riflessione Sempre quella è tratta dal libro:
Ispirare il cuore
di Paolo Spoladore