La Parola di oggi e la riflessione

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del giorno accompagnato da una riflessione, insieme all’antifona e al Salmo corrispondente. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne la riflessione e scaricare tutto in formato PDF.

Lunedì 1 giugno 2026

9a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Seconda lettera di Pietro 1,2-7; Salmo 90,1-2.14-16; Vangelo di Marco 12,1-12

Salmo 90,1-2.14-16

Mio Dio, in te confido.

1 Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
2
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».

14 «Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
15
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui.

Lo libererò e lo renderò glorioso.
16
Lo sazierò di lunghi giorni
e gli farò vedere la mia salvezza».

Vangelo di Marco 12,1-12

In quel tempo, Gesù 1 si mise a parlare con parabole ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
2
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. 3 Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. 4Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. 5 Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
6
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!” 7 Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!” 8 Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
9
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. 10 Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; 11 questo è stato fatto dal Signore 
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?»
12
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

La croce, ultimo avviso

Quali sono le condizioni necessarie affinché una persona, scorgendo dalla riva di un fiume in piena uno sfortunato che si dibatte nel fango, trascinato dalla corrente, rischi il tutto e per tutto, gettandosi nel fiume per salvarlo?
Primo. Deve avere in cuore l’amore, la voglia, la forza di salvare lo sfortunato, anche se è perfettamente consapevole che in quelle condizioni mette a rischio quasi certamente la propria vita.
Secondo. La situazione di pericolo di chi sta annaspando tra le onde è così al limite da non lasciare certo altra possibilità di salvezza: o l’intervento rischioso o la morte certa di chi sta per essere trascinato via dalla corrente.
Non si mette a rischio la propria vita, se non quando la vita da salvare è in una situazione così disperata da non lasciare altre possibilità. Per lo stesso motivo Dio Padre ha chiesto ai suoi profeti di rischiare la propria vita per avvisare un’umanità disperata che stava annegando, trascinata via nel fango e nella corrente di Satana. Sapeva che l’umanità avrebbe reagito a questi richiami divini con violenza e stupidità, ma la situazione dell’uomo e la predilezione del suo amore non lasciavano altra via.
Così è stato per Gesù. Gesù non avrebbe accettato il rischio totale della propria vita terrena, se non a causa della situazione disperata dell’uomo. Gesù, nella sua stupefacente calma e amabilità, non è venuto a fare una passeggiata sulla terra, ma è venuto a salvarci, a strapparci dalla devastazione. Mentre la corrente tempestosa della piena fangosa di Satana stava spazzando via l’umanità, Gesù si è tuffato per noi con tutto se stesso, per rivelarci le vie della liberazione e della salvezza, sapendo bene che avrebbe rischiato di essere torturato e ucciso da quegli stessi che stava cercando di salvare. Gesù si è tuffato per noi e il suo tuffo, così rischioso nella storia dell’umanità, rivela certo il suo amore e la sua fedeltà, ma anche la disperata situazione in cui l’umanità sta annaspando senza saperlo.
La croce e la risurrezione sono sì segno di un potentissimo e invincibile atto d’amore, ma sono anche l’ultimo avviso per dei naufraghi alla deriva.

Il brano Resta con noi in versione discografica è contenuto nell’opera:
Chaire Yeshua 2
di Paolo Spoladore
La riflessione La croce, ultimo avviso è tratta dal libro:
Ispirare il cuore
di Paolo Spoladore