Martedì 2 giugno 2026
9a settimana del Tempo Ordinario
Parola del giorno
Seconda lettera di Pietro 3,11b-15a.17-18; Salmo 89,2-4.10.14.16; Vangelo di Marco 12,13-17
Salmo 89,2-4.10.14.16
Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
2 Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio.
3 Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
4 Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
10 Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
e il loro agitarsi è fatica e delusione;
passano presto e noi voliamo via.
14 Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
16 Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Saziaci Signore
Vangelo di Marco 12,13-17
In quel tempo, 13 mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. 14 Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?»
15 Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». 16 Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?» Gli risposero: «Di Cesare». 17 Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.
Immagine
In tutto il creato non c’è un solo punto, un solo frammento di polvere, una sola molecola, un solo fotone dove non sia inscritta l’immagine, l’impronta, l’orma, il nome di Dio. L’uomo stesso è immagine di Dio e in sé porta il nome e l’impronta di Dio.
Sapendo questo, Satana ha giocato le sue carte in modo da ingannare l’uomo fino al punto che l’uomo ha posto su tutte le cose il nome del Maligno invece che il nome di Dio, ha messo l’immagine del Nemico al posto dell’immagine del Padre celeste. L’obiettivo è posizionare sistematicamente l’immagine satanica e il suo marchio in ogni dove e ovunque, così che in ogni dove e ovunque si possa notare solo l’impronta e l’immagine di Satana.
Satana ha messo la sua immagine e la sua impronta sul senso del lavoro quotidiano, su tutta l’economia, sulla seminagione dei campi, sulle culture, sulla giustizia, sul divertimento, sulle religioni. Ha trasformato la natura in una miniera da sfruttare selvaggiamente per l’interesse e la ricchezza di pochi, i cibi e i principi attivi delle piante in prodotti chimici da supermercato. Ha trasformato tutto, ma proprio tutto e ogni cosa in denaro. Ha piegato l’amore in possesso, gli affetti in attaccamento, la passione per la vita in un malefico trattenere mentale di pensieri e paure. Ha tramutato la forza della fede in violenza fanatica, il dialogo e il confronto in inquisizione, la ricerca della verità in scienze asservite al potere. In questo modo ha posto la sua immagine e i suoi codici su tutte le cose, e in questo modo tutte le cose gli appartengono. Ma la vittoria più grande del Diavolo è essere riuscito a trasformare l’immagine divina, che è in tutte le cose, in immagine umana, è riuscito a raschiare via dal cuore umano la dolce amorosa umiltà, l’abbagliante meraviglia, la fragrante gratitudine, riscrivendoci sopra l’ambizione. L’ambizione è il buco nero che fagocita tutto e tutto rende inutile e stupido, ingiusto e senza amore.
L’indicazione di Gesù di dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio non è un’indicazione per un nuovo equilibrio sociale, fondato sul compromesso tra le esigenze delle agenzie fiscali e quelle delle agenzie spirituali. Gesù non ha attraversato i cieli dei cieli per venire a rischiare la sua vita sulla terra per insegnarci a trovare un morbido compromesso tra potere umano e potere divino. È venuto per risvegliare il cuore dell’uomo alla consapevolezza e alla luce, perché l’uomo deve saper distinguere ciò che porta in sé l’immagine, l’impronta di Dio, e ciò che nell’inganno si è caricato dell’immagine e dell’impronta di Satana.
Tutto ciò che è umile unisce e conduce all’unità ed è immagine di Dio, tutto ciò che è ambizioso divide e separa ed è immagine del diavolo divisore.